Un Palombaro mannaro italiano a londra

21 Ottobre 1805. Al largo di Capo Trafalgar Lord Nelson sconfiggeva la flotta Franco-Spagnola e l’Impero Britannico conquistava il predominio dei mari che avrebbe mantenuto fino alla Seconda Guerra Mondiale.

In corrispondenza dei 200 anni di Trafalgar l’Ammiragliato ha organizzato una serie di manifestazioni che culmineranno nei giorni dal 21 al 23 Ottobre a Londra. Dopo aver prenotato i biglietti per l’evento finale (T200 in Trafalgar Square) mi organizzo per un fine settimana a Londra che comprende anche una visita alle fornitissime librerie di Charing Cross Road (i più curiosi mi possono scrivere per sapere quale libro ho trovato).

A qualche settimana dalla partenza, curiosando sul sito dell’HDS UK scopro che negli stessi giorni della mia visita il WEG South (Working Equipment Group - South) organizza un evento presso il London Acquarium. La passione ha il sopravvento e subito scrivo chiedendo maggiori informazioni. A stretto giro di posta mi arriva la risposta del WEG Officer G. Potter: l’evento durerà due giorni (Sabato e Domenica) e consisterà in una mostra statica e nelle immersioni di alcuni palombari nella vasca atlantica dell’acquario.

Rispondo che Sabato mattina sarò al London Acquarium.

22 Ottobre 2005. Munito di macchina fotografica mi presento all’acquario in anticipo (lo trovo ancora chiuso) … . Trovati gli amici inglesi e fatte le presentazioni chiedo se posso fare delle foto all’attrezzatura (vari elmi, vestiti ed una pompa Siebe-Gorman).  

 

La risposta è: “[…] oltre alle foto non ci vuoi fare un tuffo?”. La mia risposta non poteva che essere che si!!!

Le immersioni si svolgono nella vasca atlantica dell’acquario, piena di pesci (halibut, gattucci, razze, carangidi, …), profonda circa 6,5 metri. Sono inserito nella lista al terzo posto, subito prima di pranzo.

Durante l’immersione del primo palombaro sono “distratto” dalla conoscenza con Jim Hutchison: un palombaro della Royal Navy che ha iniziato la sua carriera nel 1942 (!!). Jim mi affascina con i racconti dei suoi trascorsi durante la Seconda Guerra Mondiale (col convoglio Pedestal, imbarcato sulla Warspite durante lo sbarco in Normandia) e la Guerra di Corea. Mentre mi mostra le foto delle navi della Royal Navy di scorta al convoglio Pedestal sotto i bombardamenti dell’aeronautica (l’insieme di operazioni aero-navali note in Italia come “Battaglia di Mezz’Agosto”) mi dice con un sorriso malizioso: “[…] voi italiani c’entrate qualcosa con queste esplosioni”. Jim ha portato dei cimeli per la mostra statica fra cui una chiave presa dall’attrezzatura di bordo della Tirpitz (la gemella della Bismark danneggiata dagli incursori britannici in un fiordo norvegese) … Approfondire questa conoscenza sarebbe sicuramente interessante, ma il primo palombaro è già uscito e io non ho ancora dedicato tempo ad approfondire la conoscenza delle differenze tra le attrezzature inglesi e quelle italiane.

Seguo con attenzione la vestizione del secondo palombaro. Il vestito è una muta stagna modificata, le scarpe della Siebe-Gorman modello da fondali rocciosi e relitti, la zavorra in bronzo e l’elmo un bellissimo Siebe-Gorman a 12 bulloni e 4 oblò, invece dell’ombelicale (in uso presso la nostra scuola) ci sono la manichetta dell’aria ed il cavo del telefono (quando chiedo lumi sulla cima di sicurezza mi rassicurano: il cavo del telefono regge oltre 500 Kg). L’aria è fornita da una bellissima pompa originale azionata dagli amici dell’HDS UK. Una scala porta al fondo della vasca.

E’ il mio turno, chiedo qualche chiarimento sulle procedure e su alcune differenze ed inizia la vestizione. Indossato l’elmo provo la radio (… riuscirò a capire l’inglese?) e scendo la scala. E’ la prima volta che mi trovo davanti al pubblico, sarò all’altezza dei miei predecessori che hanno incantato grandi e bambini con passeggiate sul fondo, salite e discese controllate e salti da astronauta? Inizio con una camminata sul fondo per prendere confidenza e calpesto una sogliola, mi riferiranno che questo ha subito richiamato l’attenzione! Dopo aver preso confidenza passeggio a bordo vasca sedendomi (per avvicinare l’elmo ai bambini) e rialzandomi. Con una salita controllata salgo al piano superiore per salutare gli altri visitatori. La discesa controllata mi riporta sul fondo.  L’elmo ha un volume maggiore dei Galeazzi che ho provato e, quindi, bisogna farci un po’ l’abitudine ma inizio a sentirmi a mio agio … Se ci fosse un ostacolo da saltare potrei mostrare di cosa sono capaci i palombari italiani in trasferta.

In realtà rimarrei volentieri a lungo anche solo a passeggiare sul fondo ma, non volendo approfittare dell’ospitalità e temendo di rubare tempo al successivo palombaro (che scoprirò dopo essere Jim), risalgo dopo circa 20 minuti.

L’esibizione del WEG South continuerà il pomeriggio e la Domenica, io però devo lasciare la compagnia.

La giornata è terminata parlando di progetti comuni e di un possibile scambio tra i due Gruppi Palombari, italiano e inglese.

Concludo la breve cronaca ringraziando gli amici inglesi che mi hanno ospitato sperando che, aiutati dalla comune passione, si riesca a superare la distanza geografica concretizzando i progetti futuri e che questa occasione sia stata solo l’inizio di una più stretta amicizia.

 

Maurizio Servadei