|
|
| Mezzano |
|
|
Mezzano,
10 Novembre 2007 UNO
SGUARDO AL PASSATO PER IMMERGERSI NEL FUTURO
Dedicato a coloro che sanno apprezzare con rassegnazione le nostre passioni umane e professionali È sempre difficile iniziare a parlare di sensazioni e di emozioni, poiché non sei mai sicuro di poter esprimere al meglio l’intensità delle emozioni provate. La necessità di avere dei parametri equivalenti, per poter suscitare nel lettore l’identico brivido che ha suscitato in te, quali l’essere a contatto con odori, suoni e sensazioni fuori dal comune, ti mette fuori gioco. Ritengo però che “fuori dal comune” sia il denominatore comune di una esperienza intrisa di storia. È quindi da questo punto che possiamo partire. Da quelle righe che Luigi Ferraro ha scritto per la prefazione del libro “Il palombaro sportivo” di Faustolo Rambelli. Il Comandante Ferraro ci dice di aver riflettuto sulla ferma determinazione di Rambelli ad abbinare l’aggettivo “sportivo” ad una pratica così poco moderna. È grazie all’HDS Italia, che ha creato riflessione e curiosità su di una pratica di cui si è sempre parlato poco e scritto ancora meno, che ci sarà permesso di non dimenticarla e di poterla praticare. Facendola conoscere alle nuove generazioni di sub, spesso inconsapevoli di essere stati formati grazie all’introduzione di nuove formule didattiche che hanno si permesso di ampliare la base (o le basi?) degli appassionati, ma non hanno saputo creare una sufficiente cultura subacquea, la quale deve necessariamente passare attraverso la conoscenza storica. Tutti
noi comunque, a prescindere dalla personale motivazione, scegliendo di
aderire a questa fantastica iniziativa non abbiamo soltanto comprato
un servizio, ma abbiamo deciso di condividere un percorso e dei valori
per i quali la HDS Italia lavora da quando è nata. È un doveroso
omaggio che possiamo rendere a tutti gli uomini di mare i quali,
indossato l’elmo, si sono calati silenziosi nel blu ed hanno lavorato
consapevoli che il loro impegno permetteva lo sviluppo economico e
tecnologico di un paese che tanto deve al mare. Fino
a qualche tempo fa il rumore del metallo che anticipava la chiusura
dell’oblò faceva da inizio ad un nuovo giorno di lavoro, un rinnovato
impegno sul fondo del mare ! Ora questo rumore, assieme al suono
dell’aria proveniente dalla superficie che decisa entra nell’elmo,
fa rivivere un meraviglioso viaggio a ritroso nel tempo che, in tutta
sicurezza, ci fa ripetere quei gesti antichi e quasi istintivi. In
questi pochi giorni passati a Mezzano alcuni di noi hanno indossato lo
scafandro con emozione, altri lo hanno fatto con orgoglio, altri ancora
sicuri di poter accrescere il proprio bagaglio di esperienza. Tutti
convinti che l’affascinante passeggiata sul fondo non sarà
un’esperienza fine a se stessa. Per
qualcuno di noi lo scavalcare l’ostacolo, in fondo alla vasca, non è
stato un gesto elegante; per qualche altro nuotare a mezz’acqua con
gli scarponi zavorrati, in assetto verticale, è sembrata fantascienza e
non storia passata. Per tutti la voce dell’istruttore nell’interfono
ci riportava alla dura realtà: era ora di risalire riportandosi in
prossimità della scaletta e dare il dovuto spazio al compagno che da
guida o da assistente si sarebbe trasformato nel palombaro di turno. Cristiano
Boscolo
|