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La scomparsa di Raimondo
Raimondo Bucher era Socio onorario HDSI e, per la sua attività, gli fu conferito l'HDS Award nel 1997. Prima della sua scomparsa Raimondo aveva donato tutte le sue storiche attrezzature ad HDS Italia per il Museo Nazionale delle Attività Subacquee.
Come si raccontava (di Gaetano Ninì Cafiero)
Il primo
record mondiale di immersione in apnea con le parole del protagonista.
Il comandante Raimondo Bucher è morto alle 4,15 del mattino di martedì 9 settembre 2008. Era nato a Gödele, non lontano da Budapest, il 15 marzo 1912. Aveva quindi 96 anni compiuti.
È stato il pioniere dei pionieri. Fu il primo al mondo a stabilire un
record di profondità in apnea. Molti hanno scritto su e di quel primato, a volte facendo qualche confusione. Poiché quel record segna l’inizio della “vita pubblica” di Raimondo Bucher, HDS-Italia per rendere l’estremo omaggio al suo socio onorario ha ritenuto opportuno lasciare a lui stesso la parola per ricordare quell’evento di quasi sessant’anni fa. Ecco come lo raccontò il Comandante nel suo libro “La mia vita tra terra, cielo e mare” edito da IRECO nel 1999: «… la stampa era in fermento per la presenza della Bergman a Stromboli. Una mattina mentre sulla spiaggia preparavo la mia attrezzatura per andare a pescare vidi un marinaio che mi disse: “la vuole Lamberti Sorrentino”. Era un grande giornalista. ma io che non sapevo neanche chi fosse, risposi: “se mi vuol vedere che venga qua.”
Dopo un po’ arrivò un signore anziano, che da lontano mi apostrofò così:
“Lei è un buffone!” Proprio con questa frase iniziò il primo incontro
con Lamberti Sorrentino. Era arrivato alle Eolie a bordo del panfilo
Estella e mi disse: “sa, a me
non piacciono le persone che raccontano delle frottole per farsi belli”.
Io risposi: “ma di cosa sta parlando?” E lui: “Io a bordo ospito il più
gran subacqueo che esiste, il capitano Roccardi che mi ha detto che lei
racconta delle balle quando afferma di riuscire a scendere a Allora Lamberti Sorrentino mi disse: “ma lei sarebbe disposto a dimostrarmelo?” “Quando vuole” risposi.
Gli diedi un appuntamento per la mattina dopo allo
Strombolicchio.. Ero arrivato prima e stavo facendo apnea su e giù
perché avevo una cernia incastrata sotto. Vidi arrivare questo
LambertiSorrentino entrò in acqua, guardò e disse:
“ma io il fondo non lo vedo nemmeno!” Intanto aveva incaricato il
marinaio a bordo di verificare il tempo
delle mie apnee: ogni calata era attorno ai
due minuti. Quando mi immersi non mi vide più perché l’acqua era torbida
e allora chiese una cima con un piombo per misurare la profondità.
Risultò che erano Quando riemersi lo vidi strabiliato: “Sono stato dappertutto, ho girato il mondo, una cosa così non l’ho mai vista!”
Quindi mi invitò a bordo per farmi un’intervista.
Aveva una cabina molto bella, e mi chiese subito: “Ma questo affare che
lei mette al naso, che cosa è?”, e io: “A me questa ‘cosa’
serve per non aver male alle orecchie”.
Erano mollette che mi ero costruito apposta con un filo d’acciaio. E
lui: “Ma questo non lo conosce nessuno!” “lo so benissimo, tanto è vero
che posso scendere a quelle quote senza rompermi i timpani”. Durante l’intervista qualcuno bussò alla porta dicendo: “sono Roccardi”, e lui: “se ne vada fuori, lei ha detto un sacco di cretinate”. Insomma lo trattò molto male. Da grande giornalista era emozionato, perché capiva di trovarsi davanti a una realtà del tutto rivoluzionaria per allora! Mi fece una lunga intervista nella quale gli spiegai tutto quello che allora era sconosciuto in Italia, dalla compensazione con le mollette al naso, al volume della maschera e altro ancora. L’intervista uscì con enorme risalto sulla rivista “Tempo illustrato” nel luglio del 1949 e da quel momento si può dire che è nata la subacquea in Italia. Dopo la pubblicazione dell’intervista Lamberti Sorrentino e il direttore della rivista ricevettero una valanga di proteste da sportivi e medici, perché non si credette assolutamente al racconto. I benpensanti affermavano che non era giusto propinare al pubblico buffonate come quella che un uomo senza respirare poteva raggiungere quelle profondità. Così Lamberti Sorrentino mi telefonò per dirmi che lo stavano insultando da tutte le parti e che il direttore del giornale era molto arrabbiato per le reazioni che l’articolo aveva provocato. Per nulla turbato gli proposi di organizzare una prova a Capri, alla presenza di una Commissione.In quella occasione scesi a -29 metri: fu la prima dimostrazione ufficiale controllata di immersione in apnea. Fu scritto un altro articolo sulla cronaca di quella prova, con foto e testimonianze. Seguì un’altra tempesta di critiche e di incredulità…
Da questo primo record è poi nata la ‘sfida’ che mi
arrivò dal gruppo dei palombari del Golfo di Napoli. Ancora non
credevano alle mie imprese e mi dicevano: “lei è un imbroglione: deve
dimostrare che è
capace di scendere a quella quota!. Io
rispondevo tranquillo: “”ma io posso andare anche a
Si arrivò perfino ad una interpellanza al Prefetto
perché vietasse la prova:
nessuno voleva essere responsabile della mia morte.
Fu così organizzata questa sfida memorabile tra un uomo e un palombaro e suscitò un enorme scalpore riportato con grande evidenza anche nelle prime pagine dei giornali e in tutti i documenti filmati e fotografici.
Il giorno della sfida, siamo nel Afferrai il plico, che conteneva all’interno una pergamena firmata da una commissione della FIPS, avvolta in un legno con incise due stelle alpine, strappandolo letteralmente dalle mani del palombaro allibito per la sorpresa; risalii poi in scioltezza perché non avevo alcun problema di apnea. Il palombaro invece preso evidentemente dall’emozione, chiuse la valvola di scarico facendo, così, la classica “pallonata”. Fu immediatamente ricacciato giù per la decompressione, dato che era rimasto sul fondo più di mezz’ora. Questo fu il primo record ufficiale di immersione mondiale del quale esiste il documento firmato.» |