Andrea Ghisotti non c’è  più

 

(di Gaetano Ninì Cafiero)

 

«L'ottimismo, il coraggio e la dignità di Andrea lo hanno sostenuto in una battaglia durata 19 mesi contro un tumore che, nonostante ogni previsione, era riuscito a fronteggiare con una forza da leone e una positività esemplare.

Fino a ieri.

Ieri il suo fisico ha improvvisamente detto basta, si è ribellato e nel giro di poche ore Andrea ci ha lasciati.

Il vuoto dentro di me è enorme. Vorrei riempirlo con tutto il bello che è sempre stato lui.

Con tutti i ricordi, le avventure, le risate che ci ha regalato nei corsi, nei viaggi, nelle vacanze,

Foto inviata dalla Fondazione Artiglio Europa, che nel ricordo di Andrea Ghisotti all'XI Convegno sula Storia dell'Immersione (10 maggio 2008 - Museo della Marineria - Viareggio), si unisce al cordoglio dei Soci HDSI da destra a sinistra: Francesco Sodini (Presidente Fondazione Artiglio Europa), Andrea Ghisotti, Federico De Strobel, Faustolo Rambelli)

 ovunque.

Mi piace pensarlo ora in uno dei suoi  meravigliosi tuffi, nel suo mare che era la sua vita. Se volete salutarlo......Camera ardente: oggi, venerdì 19 febbraio dalle 15 alle 19; domani, sabato 20 dalle 8 alle 10; cerimonia di saluto sabato 20 febbraio ore 14:30 Casa Funeraria San Siro Via Amantea - Milano (di fronte al cimitero di Baggio). Se qualcuno volesse in quel momento fargli un saluto particolare, sarà un piacere condividerlo tutti insieme. Betti»

 

Questa l’icastica comunicazione per mezzo della quale la signora Elisabetta Gatti, da quel momento vedova di Andrea Ghisotti, ci ha informati della repentina scomparsa di suo marito. Che era attesa da quanti erano al corrente della sua grave malattia, ma che è giunta egualmente inattesa a straziare l’anima di quanti lo hanno conosciuto. Il nostro presidente Faustolo Rambelli, diramando la notizia appena ricevuta, ha a sua volta scritto: “Mi spiace comunicarvi che la splendida persona di Andrea ha ieri fatto la sua ultima immersione nel mare del cielo.” Ecco, sì, una splendida persona. Quando la nostra Society gli aveva concesso l’HDS Award la motivazione era stata la seguente: “Centinaia di articoli su riviste di tutto il mondo e almeno una ventina di libri, scritti in una lingua fluida e immaginifica, illustrati da fotografie spesso strepitose. Con questi strumenti – e con l’insegnamento via via più avanzato delle tecniche  d’immersione - Andrea Ghisotti ha dato e continua a dare un contributo personale di assoluto rilievo alla diffusione e al progresso del turismo subacqueo.”

Nato a Milano il 20 agosto 1951, Andrea Ghisotti si era dedicato sin da piccolo al mare, con un impegno emotivo e culturale davvero assoluto.

Nel 2003 era stato insignito del Premio Tridente d’0ro dell’Accademia Internazionale di

Andrea Ghisotti, il primo a sinistra, con Ninì Cafiero e Paolo Notarbartolo di Sciara in Australia dove nel 1986 realizzarono per “Quark” un documentario sullo “spawning” (la riproduzione sessuata) dei coralli della Grande Barriera.

 Scienze e Tecniche Subacquee per la sua grande professionalità di fotografo subacqueo - uno dei migliori del mondo – e di scrittore eccellente. È sufficiente citare i titolo dei suoi libri per avere un’idea chiara del livello del suo lavoro: “Snorkeling nel Mediterraneo”, Mursia, 2001; “Pesci alle Maldive”, 1997, Bonechi; “Pesci e coralli del Mar Rosso”, con Angelo Mojetta, Mondadori, 1996;  “Mar Rosso” 1996, Bonechi; “Flora e Fauna del Mediterraneo”, con Angelo Mojetta, Mondadori. Un altro straordinario “MarRosso” lo aveva realizzato per le edizioni White Star insieme con il grandissimo fotografo americano David Doubilet. Tutti i suoi libri erano stati editi in francese, inglese, tedesco, spagnolo, russo. Quando assunse un incarico presso l’editore Mursia, nel 2000 fece ristampare due libri ormai introvabili: “Dahlak” di Gianni Roghi e Cesco Baschieri Salvadori, cronaca della Spedizione Nazionale Italiana in Mar Rosso e “Vita da sub”, di Gaetano Cafiero,edito la prima volta dalla SEI di Torino nel 1977. Quanto al suo livello di preparazione subacquea, all’esperienza accumulata “sul campo”, Andrea Ghisotti vantava quarant’anni abbondanti di immersioni ed era stato istruttore, prima FIPSAS-CMAS, poi PADI, infine (poi che nella sua esperienza c’era pure quella di aver fatto il corallaro) si era dato all’immersione “tecnica” ed era diventato istruttore e quindi trainer della PSA e come tale aveva preso parte a spedizioni sui relitti famosi alla portata dei respiratori di miscele: l’Andrea Doria, il transatlantico italiano affondato nel 1956 a poche miglia da New York, la torpediniera Chinotto, la Loreto, l’Espresso Trapani, l’Ischia.

Con lui scompare una delle maggiori personalità mondiali del mondo sommerso, uno dei grandi della terza generazione dei sub.

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Di seguito riportiamo alcuni dei messaggi inviati da Soci HDSI.

 

Quando ho letto il triste messaggio ho avuto come un "tuffo" al cuore, ed un senso di triste e profonda malinconia mi ha pervaso.
Non ho avuto il privilegio e l'onore di conoscere personalmete Andrea. Ho sempre apprezzato la grande professionalità, capacità e competenza nel corso degli anni, attraverso i suoi scritti, le sue immagini ed i suoi articoli, al punto da immaginarlo idealmente, attraverso i suoi lavori, come un caro Amico.
Ed umilmente, come Caro Amico, mi permetto e desidero salutarlo: Ciao Andrea, Arrivederci nel "mare della Vita Eterna". Prego dal più profondo del mio cuore....
Stefano Berutti (Asti).

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Volevo ricordare di Andrea non solo il professionista, ma l’uomo; ed è quello che più mancherà a tutti noi.
Mauro Francesconi

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Cara Elisabetta,

dopo aver parlato con Andrea, soli pochi giorni fa, ed averlo sentito in forze con una voce piena e serena, la notizia che mi ha rimbalzato Rambelli mi lascia esterrefatto e più che mai addolorato.

Assieme a Lavi e Luca, ti siamo vicini con tutto il nostro affetto e il grande rimpianto per un uomo come lui.

Un abbraccio.

Folco Quilici

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Mi ha ringraziato più volte. Mai avrei pensato che lo avremmo perso e mi stringo a sua moglie ai parenti e a tutti gli amici che gli volevano bene.

Con affetto

Claudio Ripa

 

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E' per me una dolorosissima notizia in quanto conoscevo Andrea fin da quando eravamo ragazzi e pur abitando tanto lontano (io abito a Palermo) siamo rimasti sempre legati ed ogni tanto ci sentivamo via e-mail. Andrea mi aveva dato il permesso di rubacchiare qua e là dai sui scritti sulla storia della fotografia subacquea  ed anche varie fotografie (fra cui una che lo ritrae a circa 16 anni con una custodia Nembrod)  che ho pubblicato nel mio ultimo libro " Storia della Fotografia e Cinematografia Subacquea Italiana"  pubblicato nel 2009. Da amici comuni avevo saputo che non stava bene, ma per pudore non mi sono fatto sentire non sapendo come l'avrebbe presa, ma lo pensavo spesso e speravo che il "problema" fosse in parte risolto. Andrea era veramente una persona affabile, generoso ed un vero galantuomo d'altri tempi  come sanno tutti quelli che lo hanno conosciuto oltre ad essere un Grande della fotografia subacquea  e lascia un profondo vuoto nel  nostro cuore.
Ciao Andrea!
Alberto Romeo