HDS
News n.2
IL GESSO DEL "CRISTO DEGLI ABISSI" PER UN MUSEO SEDE DELL'HDS A RAVENNA

 
 

HDSI vuole dire Historical Diving Society, Italia e quindi la ricostruzione della storia subacquea nel tempo. Tutto quello che ci circonda è Creato e il Creato è opera di Dio.

Queste premesse per introdurre nella nostra Society, quanto Duilio Mercante, insieme ad un gruppo di amici subacquei (molti di quelli che hanno scritto la storia subacquea di quest'ultimo secolo) ideò e rese esecutivo nei primi anni del 1950. A questo punto avrete senz'altro capito, anche dalla foto di copertina, che si tratta del "Cristo degli Abissi" la famosa statua realizzata dallo scultore Prof. Guido Galletti e posta nei fondali della Baia di S. Fruttuoso di Camogli sul promontorio di Portofino.

Dai cenni storici dell'epoca si legge che Duilio Mercante, considerato un po' il padre della statua, in occasione della morte di Dario Gonzatti (primo subacqueo che perse la vita nelle acque del Promontorio di Portofino nel 1947), annunciò al mondo subacqueo la sua idea che portò avanti, fino alla realizzazione, con un nutrito novero di illustri pionieri ed amici del "Sesto Continente".

Dagli stampati dell'epoca si legge che il "Comitato Esecutivo", che venne formato e restò in carica fino ad opera ultimata, comunicò, nella imminenza della posa in mare:
Nell'intento di ricordare i nostri morti in mare, gloriosi combattenti o valorosi cittadini caduti nell'adempimento del dovere, un Comitato ha realizzato l'idea sorta in grembo all'Unione Sportiva Subacquei "Dario Gonzatti" e al Club Giovani Subacquei del Centro Sportivo di Genova di porre sul fondo del mare una statua bronzea di N.S. Gesù Cristo.

La sacra immagine che, in armonioso gesto di accogliente abbraccio vuol richiamare la protezione divina su quanti operano intrepidi nelle profondità marine, ha preso il nome di "Cristo degli Abissi". … non solo benedice i nostri morti sul mare, ma guarderà pure ai vivi. … di porre sotto la Protezione Divina l'immenso continente abissale… che già l'uomo si appresta a scoprire e ad usare per la grandezza della civiltà futura. … la realizzazione è stata possibile solo attraverso l'opera entusiasta e disinteressata di un Artista e dei Tecnici…" e conclude: … che nel giorno 29 agosto 1954 con una cerimonia di consegna simbolica al Comandante in capo del Dipartimento M.M. dell'Alto Tirreno a nome e per conto dei Marinai d'Italia e di quanti sul mare e dal mare comunque vissero… affinchè il "Cristo degli Abissi" con la sua infinita bontà, voglia concedere loro la sua Augusta "protezione".

Nel 1993 in occasione di una visita alla Fonderia Brustolin di Verona, del nostro presidente Faustolo Rambelli accompagnato dal sottoscritto, per dare esecuzione ad un nostro progetto, fummo folgorati nello scoprire, depositato e forse dimenticato sotto una tettoia, il gesso originale dal quale era stato ricavato lo stampo per la fusione dell'immane opera genovese.

Ricordo che, nonostante lo stato di semi abbandono (circa quarant'anni) questa pseudo statua in gesso mostrava tutta la sua maestosità; emergeva possente (mt. 2,40), in mezzo a tanti rottami, esprimendo tutta la sua potenza Divina. Nonostante mancassero le braccia, si comprendeva perfettamente che l'insieme era rivolto al Cielo, in un atteggiamento di misericordiosa invocazione al Padre Celeste.

Scattai alcune foto e con uno sgabello mi portai alla quota del volto leggermente inclinato verso l'alto, per fotografarlo; non l'avevo mai osservato così da vicino, pur essendo stato a S. Fruttuoso.

Rimasi colpito dalla dolcezza dello sguardo e da quella nota mistica espressione ben rappresentata dalla mano di un grande scultore. Il tutto prendeva maggior risalto per l'inquinamento polveroso che negli anni si era depositato sul vecchio bianco del gesso e che ombreggiava, rimarcando in chiaro scuro, le forme date dallo scultore.

Nel viaggio di ritorno il principale argomento di conversazione fu quel gesso dimenticato che portava ancora i segni delle mani dell'artista. La nostra fantasia divagò e spaziò sul tema, dimenticandoci, in parte, il vero motivo che ci aveva condotti casualmente a quella Fonderia.

Da quel giorno Rambelli ha lavorato nel totale silenzio, degno di un agente segreto e secondo le sue consuetudini; con l'intenzione-speranza nel cuore di realizzare un museo sulla storia della subacquea.

Da buon sub, è riuscito a risalire la corrente fino ad arrivare ad uno dei maggiori promotori dell'opera: il nostro Presidente Onorario M.O.V.M. Prof. Luigi Ferraro che, grazie ancora una volta alla sua fattiva grande collaborazione, ha aperto le porte del suo archivio storico. La nostra Society ha così ottenuto, la consegna di questa pietra miliare della storia della nostra subacquea, con una lettera ufficiale, che ce ne affida la custodia, senza ovviamente la possibilità di duplicazione.

Con questo affidamento, datoci dagli attuali rappresentanti dell'allora storico Comitato Esecutivo e dalle Autorità depositarie dell'opera vera, dopo un sopralluogo alla fonderia Brustolin che già aveva ricevuto l'autorizzazione a consegnarci il tutto, facemmo riunire al coperto le tre parti che formano la statua (corpo e due braccia, le mani mancano), in attesa del trasferimento a Ravenna.

Prima della rimozione, il tutto è stato periziato da un tecnico della Soprintendenza Archeologica di Ravenna, onde riscontrare che il tempo non avesse ridotto la consistenza del manufatto che come detto è in gesso, evitando così, possibili ed irrimediabili danni nel trasporto.


La statua del Cristo in gesso come è stata ritrovata semiabbandonata in un magazzino

Con la disponibile collaborazione di un solito nostro Socio, l'insieme è stato poi trasportato a Ravenna dove lì tuttora giace ed è custodito, sotto l'occhio vigile e attento di Rambelli; con la speranza di realizzare al più presto l'importante progetto, che è già in gestazione con il Comune di Ravenna.

La locale Soprintendenza ci aiuterà ad effettuare un necessario restauro per ridare all'insieme la consistenza che ne garantisca la durata nel futuro che gli agenti atmosferici e l'età gli stavano facendo perdere. La nostra Society, con questa assegnazione "Divina", la Fede e la speranza di un favorevole accoglimento delle nostre richieste/proposte, è partita per la realizzazione di un museo permanente della subacquea, che potrebbe anche diventare la sede permanente dell'HDS.

Un ringraziamento quindi a tutti quanti ci hanno reso possibile questa acquisizione ed in primis al nostro Presidente Onorario M.O.V.M. Prof. Luigi Ferraro, con l'augurio che ancora e per tanto tempo ci assista, ed al dott. Giuseppe Maltini in rappresentanza dell'allora Comitato Esecutivo per la realizzazione dell'opera.

Un grazie va anche a chi ha già dato disponibilità per assegnare alla Society parte dei propri magazzini quale il sempre grande C.te Raimondo Bucher (che bisognerebbe "imbavagliare" nel museo) e che con tanto affetto ci segue e ci aiuta; oltrechè: Vitali, De Strobel, Brunelli e quanti altri vorranno seguirci per consentire la ricostruzione della storia che molti di noi hanno vissuto, lasciando così ai nostri figli, nipoti, ecc., qualcosa di come si è costruito il loro futuro.
(testo: V.G.R. - Foto: F. Rambelli)

N.d.w.: come tutti sappiamo il "Museo Nazionale delle Attività Subacquee" è poi stato realizzato ed inaugurato il 14 novembre 1998 ove il la statua del Cristo degli Abissi, restaurata, accoglie i visitatori nella sala a Lui dedicata (link MUSEO).
Per maggiori informazioni sulla storia del Cristo degli Abissi vedi:
- www.apneaworld.com/cristo.html (un articolo di Gianni Risso);
- www.comune roma.it/gal_com/autore/bsn.htm
(biografia dello scultore Guido Galletti).