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Immagini tratte
dal filmato eseguito dal veicolo subacqueo che mostrano monete
in argento ed oro appoggiate sulle ordinate di quello che rimane
del relitto del Polluce
Annuncio pubblicitario della
De Luchi Rubattino sul Mercantile di Genova. Come si vede in
data 8 giungo 1841 il Castore ed il Polluce, navi gemelle nuovissime,
erano in servizio, ciascuna su una rotta precisa
Copertina del libretto del
colonnello Cesare De Laugier elbano di nascita che ha descritto
in 48 pagine l’intera operazione di recupero del1841 poi
fallita per la rottura di un verricello
La campana del Polluce porta
inciso il nome Pollux perché è stata fusa a Le
Havre nel 1839. Sequestra dai CC TCP nel dicembre 2004 a Parigi
La prima immagine di un
blocco di monete rinvenuta durante la ricerca del maggio 2003
immagine scattata da un Rov
Blocco di monete d’argento
ancora in perfetto stato avvolte in un contenitore di piombo.
Da questo elemento abbiamo compreso come le monete d’argento
fossero imballate per un vero e proprio trasporto
Libro contabile della De
Luchi Rubattino di Genova con il conteggio dell’acquisto
dei vapori Castore e Polluce pagati entrambi poco più
di un milione di lire
Disegno esplicativo del
funzionamento delle catenaria che veniva sollevata con l’utilizzo
di otto navi a vela ed di un vapore che trainava verso terra
l’intero gruppo
Disegno allegato al libretto
del De Laugier che mostra il sistema di catenaria impiegato
per il sollevamento del Polluce
Bocchetto di cinque monete
incrostate recuperate l’8 maggio 2002 . Pur incrostate
si riveleranno essere dei colonnati in argenti perfettamente
conservati
Ritaglio del Semaphore di
Marsiglia del 24 giugno 1841. Indica con chiarezza una parte
dei valori perduti dal Polluce ed i relativi proprietari
Copertina del libro l’Oro
dell’Elba- Operazione Polluce- Magenes Editrice, Milano.
Racconta l’intera vicenda in parte romanzata
Particolare dell'isola d'Elba
con il punto del naufragio avvenuto la nottye del 17 giungo
1841 a 5 miglia da Porto Azzurro
Dicembre 1935- il Mercantile
di Genova pubblica la notizia che i palombari della So.ri.ma
si recano nelle acque elbane alla ricerca della nave leggendaria
con la carrozza d’oro. In effti avevano informazioni molto
precise e sapeva quello che stava cercando.
Piano di costruzione di
un vascello simile al Polluce. I disegni originali sono introvabili
Ritaglio di pagina della
difesa napoletana nel processo del 1842 in cui vengono annotate
alcune perdite di denaro.
Una parte del bottino
dei predoni inglesi cnfiscato dai CC TPC di Firenze
Una parte del bottino
dei predoni inglesi cnfiscato dai CC TPC di Firenze
Unico dipinto del piroscafo
Polluce. Il piroscafo era della compagnia De Luchi Rubattino
di Genova. Aveva una lunghezza di 49,50 metri, largo 7,50, altro
3,33 mt
Lettera di Raffaele Rubattino
al suo socio Lazzaro Rebizzo in cui dice di attendere come si
attende il Messia che l’equipaggio del Virgilio scopra
il relitto affondato a cinque miglia da Longone
Scansione del relitto
del giungo 1995. Il relitto come si vede è integro e
ben visibile
Scansione del relitto
dopo il furto. Si nota come sia completamente disintegrato dalla
benna inglese
Il gruppo al completo
in una foto ricordo. Ne facevano parte, Kerr Sinclair, Jerry
Sullivan, Nick Pearson, Lyall Craigie-Halkett, Pascal Kainik,
Malcom Thorby, Chris Parris, Martin Burton, Tony Gibson, Gavin
Baseley, Nick Jefferies. In basso a destra la data dello scatto
che ha permesso di ricostruire la storia
La benna veniva calata sul
relitto, 103 metri più sotto, guidata da un veicolo filoguidato.
Malgrado fosse stato usato questo sistema il risultato non ha
dato i frutti che si sperava. L’operazione è durata
circa un mese ma le giornate di lavoro effettivo sono state
poche per via di incidenti, danni e maltempo
Una parte degli inglesi
mentre pulisce il fango rilasciato dalla benna sul ponte del
Surama la nave appoggio di 60 metri di lunghezza, noleggiata
a Genova, ancorata con 4 ancore sopra il relitto
David Dixon, Kerr Sinclair,
J.Sullivan con in mano il catalogo daste della Dix Noonam Webb
di Londra. Grazie a questa fotografia è stato possibile
recuperare il catalogo e capire il valore dei preziosi all’asta
il 20 giugno 2002 che contrariamente a quanto asseriva Scotland
Yard avevano un valore iniziale di 430 mila euro.