INTERPELLANZA REGIONALE DEL 21 GENNAIO 2005

Interrogazione del consigliere Leopoldo Provenzali al Presidente del Consiglio Regionale della Toscana.

Data: 21 gennaio 2005

PREMESSO che, così come riportato da diversi articoli della stampa nazionale e internazionale, agli inizi del 2000 veniva perpetrato nelle acque costiere dell'Isola d'Elba, ad opera di una banda di avventurieri inglesi, il clamoroso furto del più importante tesoro sottomarino del Mediterraneo, consistente, come testimoniano le fonti, in decine di migliaia di monete d'oro e d'argento, in un'intera collezione di pietre preziose, in gioielli di alta manifattura;

- che tale tesoro era racchiuso nel relitto, allora ancora ottimamente conservato, della nave a ruote Polluce; dell'Amministrazione Sarda De Luchi, Rubattino & C., speronata e affondata nel giugno 1841 dal piroscafo Mongibello circa tre miglia a est di Capo Calvo (Isola d'Elba); che il tesoro del Polluce era considerato di elevatissimo valore commerciale anche all'epoca. tanto che il tenente colonnello De Laugier, poco dopo l'affondamento, tentò un costosissimo recupero, anch'esso naufragato per la rottura degli argani;

considerato che oggi il relitto del Polluce riveste anche un grande valore storico; essendoci, tra le varie supposizioni, quella che il suo prezioso carico fosse un finanziamento inglese destinato ai moti risorgimentali;               -

- che per circa un secolo e mezzo la fama del relitto tesoriero e delle sue ricchezze era rimasta inalterata, così come conosciutissima rimaneva la sua localizzazione, riportata perfino nelle carte dei pescatori con tanto di coordinate GPS;

rilevato che fra il 27 gennaio 2000 e il 1 5 marzo 2000 i suddetti avventurieri inglesi, dopo aver affittato a Genova un rimorchiatore munito di una potente gru, si piazzavano al largo dell'Isola d'Elba sulla perpendicolare del Polluce e calavano la benna a 103 metri di profondità, squartando il relitto indisturbati e asportando parte del tesoro;

- Che la suddetta scellerata operazione si e resa. possibile a seguito dì uria serie di equivoci, cosi sintetizzabili:

 - nell'ottobre del 1999 il Consolato inglese inoltrò una richiesta alla Capitaneria di Portoferraio per il recupero del relitto di una nave inglese denominata Glenlogan (affondata ben 75 anni dopo il Polluce a largo di Stromboli e non dell'Isola d'Elba);

la Capitaneria di Porto ha istruito la pratica attivandosi anche presso la Soprintendenza archeologica per il recupero quindi della Glenlogan e in data 19-01-2000 ha emesso il provvedimento di autorizzazione al recupera della suddetta nave mercantile Glenlogan, mentre lo scopo dei predatori era evidentemente quello di saccheggiare il Polluce;

registrato che nel giugno 2001 più di duemila monete d'oro e d'argento, stupendi gioielli, smeraldi, zaffiri e diamanti con cronologia compresa fra la metà del Settecento e il 1841 - con ogni probabilità solo una piccola parte del tesoro trafugato dal Polluce - venivano messi all'asta a Londra, ma un ottimo lavoro di íntelligence fra la polizia londinese e i carabinieri del nostro Nucleo di Tutela riusciva a bloccare la vendita e a riportare i preziosi reperti in Italia;

per quanto sopra espresso il sottoscritto consigliere regionale interroga íl Presidente della Giunta Regionale per sapere:

- quali iniziative intenda adottare la Giunta regionale per verificare se corrisponde al vero la notizia secondo la quale le acque costiere dell'Elba custodiscono relitti di straordinario interesse storico-culturale ancora da recuperare;

- quali iniziative intende adottare la Giunta regionale per chiarire le circostanze del furto che sarebbe avvenuto sul relitto della nave Polluce, nonché i contorni della vicenda relativa all'ordinanza di recupero del piroscafo britannico citato in narrativa;

- se la Giunta regionale non intenda addivenire in tempi rapidi alla realizzazione di un progetto culturale, anche tramite la costituzione di un `Museo dei tesori del mare', per valorizzare il patrimonio storico-archeologico descritto, pure in funzione di fruibilità turistica dell'area costiera elbana;

- se la Giunta regionale non intenda attivarsi anche presso il Ministero dei Beni e delle Attività culturali affinché per il futuro, nell'iter normativo connesso alla concessione di scavo, venga coinvolto anche l?Istituto Idrografico della Marina che detiene la banca dati dei punti dove si presume vi possano essere relitti sommersi, ed eventualmente richiedere e sollecitare una mappatura degli stessi.