INTERPELLANZA REGIONALE DEL 21 GENNAIO 2005

Risposta della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Toscana alla interrogazione del Consigliere Leopoldo Provenzali.

Settore Musei Biblioteche Istituzioni Culturali
Via Farini 8
50121 FIRENZE

A titolo d'informazione sulla questione di cui all'oggetto si trasmette l'ultima relazione inviata al Superiore Ministero sullo stato dei fatti sino ad oggi.

Un'ulteriore ricerca sul relitto è stata tentata nella settimana fra il 24 e il 28 gennaio 2005, con l'utilizzo di ROV Pluto messo a disposizione dal Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova. Purtroppo il maltempo ha impedito le operazioni, che saranno ripetute non appena le condizioni meteo lo permettano. Erano presenti rappresentanti della Direzione Generale Beni Archeologici e di quest'Ufficio, nonché personale del Nucleo TPC dei Carabinieri di Firenze.

Il contatto con l'Istituto Idrografico della Marina Militare è già avviato da tempo e la mappatura dei relitti è quella reperibile sulle carte nautiche, che questa Soprintendenza possiede e consulta. In ogni caso le carte segnalano la presenza di un relitto, ma mai la sua natura, epoca e origine, quando essa sia ignota o perduta.

Le competenze di questo Ufficio inoltre si concentrano prevalentemente su relitti di carattere archeologico e a profondità raggiungibili dall'uomo ai fini dello scavo stratigrafico e della tutela dal rischio di furto e danneggiamento.

Di questi relitti possediamo una carta aggiornata e informatizzata, mentre per i relitti moderni, in genere molto profondi - e tale è il caso del Polluce- le informazioni sono paradossalmente di più difficile reperibilità.

Per conoscere la presenza del Polluce, non conoscendosi `le carte dei pescatori', occorreva almeno un rilevamento sonar o mediante side scan sonar.

Le grandi profondità sono state finora esplorate in minima parte con l'ausilio della Marina Militare o di organizzazioni private (Comex di Marsiglia), ma alcune campagne di monitoraggio non possono certo avere coperto tutte le acque della Toscana, sebbene il Nucleo Operativo Subacqueo di questo Ufficio sia fra quelli più attivi in questo genere di ricerche con tecnologie avanzate.

Il conteggio dei materiali nella relazione in allegato riveste carattere ufficiale poiché ogni oggetto è stato catalogato durante un anno di lavoro.

Alcuni preziosi e monete sono già stati esposti a Roma, Palazzo Altemps, durante le mostre collegate al progetto ARCHEOMAR.

Il progetto di scavo e recupero è molto complesso e comporta oneri notevoli: non si può rischiare di procedere a operazioni affrettate che potrebbero arrecare al relitto gli stessi danni che sono stati inflitti dai ricercatori clandestini.

Per il Soprintentendente reggente Dott. G. C. Cianferoni

Il Responsabile del Nucleo Operativo Subacqueo
Dott. Pamela Gambogi